Secondo l’erudito Villabianca,
assai nobile ed antichissima famiglia
napolitana, derivata dalla Caracciolo dei
duchi di Martina.
Fu portata in Sicilia da un
Nicolò Caracciolo detto volgarmente di Napoli d’onde il nome, seguendo il partito di
Federico II di Aragona dal quale per suoi
segnalati servizi si ebbe il governo perpetuo
della città di Troina, ove fondò la famiglia,
diramandosi poscia in altre città del regno e
precisamente in Palermo. Vanta illustri personaggi; come un Marco di Napoli valoroso
cavaliere sotto la disciplina del gran capitano Consalvo de Cordova; un Francesco vicario generale del regno e reggente del supremo Consiglio di Italia 1557; un Girolamo
presidente del Concistoro, maestro razionale deputato del regno 1594; un Giuseppe
reggente come sopra, e fondatore nel 1618 della terra di Campobello di cui fu primo
Duca 1638, e poi dell’altra di Resuttana 1624; un 2° Girolamo cavaliere d’Alcantara e
primo principe di Resuttano 1627; un Vincenzo vescovo di Patti, ed indi arcivescovo di
Palermo 1648; un 2° Giuseppe investito del principato di Resuttano 1636, del ducato di
Campobello 1643, governatore de’ Bianchi 1654 e del Monte di Pietà 1673, il di
cui fratello Pietro fu primo duca di Bissana 1670, cavaliere di Calatrava, menino della
regina Elisabetta di Spagna, tenente generale della squadra delle galere del regno,
per la qual carica in vari incontri ei molto si distinse riportandone gravi ferite; un Federico inv. 1697, capitano giustiziere 1669, pretore 1701, vicario generale in Catania
1708, grande di Spagna ereditario, gentiluomo di camera del rè Vittorio Amedeo di
Savoja, consigliere di Carlo VI imperatore, da cui ottenne il privilegio di aggiungere alla
sua arma gentilizia un leone d’oro ed il motto; viro costanti 1728; un Pietro principe di
Monteleone inv. 1704, e dei suddetti stati 1736,
capitano giustiziere e pretore 1741, gentiluomo
di camera di rè Carlo III, deputato del regno,
vicario generale alla Noara; altro Federico governatore della compagnia della Carità 1755,
la di cui linea venne a continuare sino al vivente Girolamo Napoli e Settimo principe di
Resuttano ecc.
Altro ramo di detta famiglia scorgiamo ne’ principi di Bonfornello e baroni di Pirrana, di cui investissi 1718, un Cristoforo di Napoli e Bellacera, figlio di Federico Napoli e Lagroa principe di Resuttano, oggi rappresentato dal principe di Bonfomello D. Francesco di Napoli e Settimo, mentre altre linee formarono i duchi di Cumia baroni di Boccarato Targioni e Francavilla, ed i marchesi di Melia baroni di Longi. Vanta in fine questa cospicua famiglia non pochi cavalieri gerosolimitani tra i quali
notiamo fra’ Tommaso 1475, fra’ Giannantonio 1477, fra’ Isidoro 1575, fra’ Francesco 1571,
fra’ Flaminio 1579e fra Lattanzio1602.
Arma: d’azzurro, con un giglio accompagnato
nel capo da due stelle, ed in punta da un
leone il tutto d’oro. Motto: viro costanti dentro lo scudo. Mantello e corona di principe.
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